

L’assistenza legale nella materia del recupero crediti non comporta, di norma, un immediato ricorso all’Autorità Giudiziaria (Tribunale/Giudice di Pace).
Ed infatti, il recupero coattivo dei crediti presuppone una fase stragiudiziale, in genere avviata con una richiesta di pagamento (messa in mora), includente eventuali trattative, redazione di accordi, piani di rientro, etc., che in molti casi determina il pagamento spontaneo delle somme richieste, senza necessità di ricorrere all’Autorità Giudiziaria.
Il nostro Ordinamento prevede inoltre strumenti stragiudiziali di risoluzione delle controversie, quali ad esempio la procedura di Negoziazione Assistita (D.L. 12 settembre 2014 n. 132 convertito in L. 10 novembre 2014 n. 162) o la Mediazione Civile e Commerciale, alternative alla giustizia ordinaria (le c.d. ADR – Alternative Dispute Resolution).
Nel caso in cui l’attività stragiudiziale dovesse risultare infruttuosa, si potrà valutare, caso per caso, l’opportunità di procedere con le vie giudiziali (per approfondimenti, vedasi la sezione: Procedure esecutive)
Grande rilevanza, inoltre, assume il principio civilistico di cui all’articolo 1196 codice civile, secondo il quale le spese del pagamento sono a carico del debitore: ciò significa che il costo dell’intervento del legale potrà essere posto a carico del debitore, laddove solvente.